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giovedì 26 luglio 2012

Frodo e la floriterapia ...


Per la mia recensione di luglio su Temperamente ho "sconfinato" nello
spazio solitamente gestito dall'amico Andrea Corona e mi sono
cimentata nella lettura di un interessante saggio a cavallo tra realtà e fantasia.

Avreste mai detto, amici di web, che fosse possibile
collegare il creatore di mondi Tolkien al fondatore della
terapia basata sulle vibrazioni energetiche dei fiori?

Ebbene, lo è.
Cliccate sull'immagine e sarete indirizzati
all'articolo dedicato all'interessante e originale
saggio di Giovanni Agnoloni.







mercoledì 25 luglio 2012

Incipit


Uno dei più straordinari romanzi di Jules Verne, che ha fatto viaggiare
con la fantasia generazioni di ragazzi (e non).

Un'avventura così incredibile non poteva
non avere il suo spazio  nella mia lista degli incipit.


CAPITOLO I
Nel quale Phileas Fogg e Passepartout si accettano reciprocamente,
uno come padrone, l'altro come domestico.

Nell'anno 1872, la casa al n° 7 di Saville Row, Burlington Gardens - casa nella quale, nel 1814, morì Sheridan - era abitata da Phileas Fogg, esq., uno dei soci più singolari e più noti del Reform Club di Londra, benché sembrasse mettercela tutta a non far nulla che potesse attirare l'attenzione.
A uno dei più grandi oratori che fanno onore all'Inghilterra, succedeva, dunque, questo Phileas Fogg, personaggio enigmatico, di cui non si sapeva niente, se non che era un uomo molto galante e uno dei più affascinanti gentlemen dell'alta società inglese.
Si diceva che somigliasse a Byron - in viso, poiché quanto ai piedi era inappuntabile - ma a un Byron con baffi e favoriti, un Byron imperturbabile, che avrebbe vissuto mille anni senza invecchiare.
Inglese, senza dubbio, Phileas Fogg forse non era londinese. Non era mai stato visto né alla Borsa, né alla Banca, né in nessuna filiale bancaria della City.
Né le darsene né i docks di Londra avevano mai accolto una nave che avesse come armatore Phileas Fogg. Questo gentleman non figurava in nessun consiglio d'amministrazione. Il suo nome non era mai risuonato in un collegio di avvocati, né al Tempio, né a Lincoln's Inn, né a Gray's Inn. Non aveva mai patrocinato né alla Corte del Cancelliere, né al Banco della Regina, né allo Scacchiere, né alla Corte Ecclesiastica. Non era né industriale, né negoziante, né mercante, né agricoltore. Non faceva parte né dell'Istituzione Reale di Gran Bretagna, né dell'Istituzione Londinese, né dell'Istituzione degli Artigiani, né dell'Istituzione Russel, né dell'Istituzione Letteraria Occidentale, né dell'Istituzione del Diritto, né di quell'Istituzione delle Arti e delle Scienze riunite ch'è posta sotto il diretto patrocinio della Sua Graziosa Maestà. Non apparteneva, infine, a nessuna delle numerose società che pullulano nella capitale inglese, dalla Società dell'Armonica alla Società Entomologica, fondata principalmente allo scopo di distruggere gli insetti nocivi.
Phileas Fogg era membro del Reform Club, e nient'altro.


J.Verne, Il giro del mondo in 80 giorni, Alberto Peruzzo Editore, 1992 (trad. Alda La Rosa)

martedì 24 luglio 2012

Fanta-musiche

Oggi un omaggio alle musiche di Klaus Badelt,
che ci ha fatto sognare di salpare
sulla Perla Nera al fianco di
Capitan Jack Sparrow.






lunedì 23 luglio 2012

Cuore di Drago


Uno scrittore è sempre felice di
leggere recensioni dedicate alle sue opere.

L'articolo che Andrea Corona ha dedicato su Cliknews
al mio Cuore di Drago mi ha emozionata,
soprattutto ora che per il mio primo romanzo 
sta per aprirsi un nuovo mondo.

Un clic sulla foto (per la quale ringrazio Fabrizio Caperchi)
e potrete leggere
quello che Andrea ha da dire in proposito.



Grazie.