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venerdì 2 maggio 2014

Weekly Apple #4 - Diego Collaveri


Gli autori di
 su Fantasy land


Intervista con...
DIEGO COLLAVERI

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Quarta intervista dell'appuntamento settimanale con gli autori pubblicati da La Mela Avvelenata con l'eclettico Diego Collaveri. Vediamo cos'ha da raccontarci.

D: Domanda d’obbligo per riscaldare l’ambiente: chi è Diego Collaveri? 
Diego Collaveri è semplicemente un autore che in quasi 20 anni ha attraversato musica, cinema ed editoria. Nasco come un giovanissimo chitarrista e arrangiatore per EMI music, carriera che ho dovuto abbandonare prematuramente. Attraverso la scrittura sono giunto all'ambiente cinematografico, mia grande passione. Ho affrontato la sceneggiatura in tutte le sue forme facendomi le ossa in case di produzione come Fandango e Miramax, al tempo stesso ho studiato regia al fianco di vari registi italiani. Successivamente ho aperto un'etichetta di produzione indipendente, la Jolly Roger Productions, che oltre a realizzare prodotti video aveva lo scopo didattico di affiancare ai neofiti del mestiere professionisti del settore, ricreando un'esperienza vera di set. L'aver approfondito lo studio della storia cinematografica mi ha valso vari riconoscimenti e oggi svolgo anche attività giornalistica per varie riviste di genere on line. Da  5 anni sono attivo anche in campo editoriale, attraverso varie case editrici. Fondamentalmente sono un autore di noir, ma non mi dispiace spaziare negli altri generi per testare le mi capacità.

D: Il lavoro di uno scrittore è fatto di molte cose, non sempre è facile e di sicuro non è mai “leggero”. Cosa significa per te scrivere? Come nascono le idee per i tuoi romanzi/racconti? 
Per me scrivere è un lavoro, come appunto dicevi, quindi lo affronto con professionalità e responsabilità. Questo mi serve per restare sempre coi piedi per terra, cosa che a mio parere è basilare per chiunque voglia sottoporsi al giudizio di un pubblico. Ritengo che un autore deve sempre confrontarsi con gli altri, in primo luogo con professionisti per avere riscontro delle proprie capacità, in secondo luogo per crescere e maturare come artista. Molto spesso l'ego personale travalica il raziocinio dell'oggettività, quindi avere l'umiltà di confrontarsi con chi ha più esperienza e accettarne le critiche è quel che serve per crescere professionalmente. Le idee per quel che scrivo nascono dal quotidiano e dall'attenzione maniacale per i particolari, dalla curiosità che mi porta a farmi continuamente domande, il tutto mescolato da una fervida fantasia.
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D: Essendo una grafomane, sono molto curiosa di sapere quanti altri autori usano i mezzi “tradizionali”, almeno nella prima stesura. Tu come scrivi: carta e penna o direttamente al pc? Ascolti musica per calarti nelle atmosfere della tua opera o preferisci il silenzio? E soprattutto, fai una scaletta prima di iniziare o scrivi “a braccio”? 
Prima anch'io usavo carta e penna per buttar giù idee, o suggerimenti che poi sviluppavo in seguito, poi ho scoperto che mettendoli su pc è più facile ritrovarli, quindi ora mi affido totalmente al mezzo informatico. Venendo dalla sceneggiatura, dove ci sono tempi strettissimi e non sempre si possono avere le condizioni ideali per scrivere, ho sviluppato la capacità di farlo ovunque, dove e quando capita, anche se preferisco farlo in silenzio a casa, luogo che mi da la possibilità anche di poter ripetere a voce alta le parole mentre le scrivo, metodo perfetto per dare un senso che sia il più reale possibile ai dialoghi. Quando sviluppo un progetto seguo un metodo, che poi è un adattamento personale di ciò che viene insegnato in un qualsiasi corso professionale di scrittura. Parto da un'idea, un qualcosa che voglio sviluppare, prendo due fogli e su uno scrivo il susseguirsi degli eventi, mentre sull'altro, man mano che saltano fuori, descrivo i vari personaggi, di cui approfondisco le caratteristiche e gli intrecci (che magari non necessariamente poi sono presenti nella storia vera e propria). Dopo questa prima fase per me il romanzo/racconto è concluso e già totalmente nella mia testa come se avessi visto un film, resta solo il tempo fisico di mettermi seduto e tramutarlo in scritto, cosa che per fortuna mi viene abbastanza veloce. Quindi, per rifarmi alla tua domanda, a una fase di “scaletta” segue una fase “a braccio”.

D: Quali sono i tuoi generi e i tuoi autori preferiti? C’è qualche scrittore (o qualche libro) in particolare che ti ha “cambiato la vita”? 
Ultimamente dedico poco tempo alla lettura narrativa, poiché mi concentro di più sulla saggistica cinematografica, ma sicuramente il noir è il genere che mastico di più sia, in film che in libro. Se ci penso non ho uno scrittore o un libro che mi ha cambiato la vita, ma un'esperienza legata a un libro letto da piccolissimo. Avevo circa otto anni quando, arrivato alla fine della versione integrale di Peter Pan di James Barrie, decisi che il finale non mi soddisfaceva e quindi mi misi a riscriverlo. Penso sia stato il primo momento in cui ho messo su carta parte della mia fantasia.

http://www.amazon.it/R-E-M-13-racconti-di-paura-ebook/dp/B00BMUQ0SI/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1397153353&sr=1-1&keywords=r.e.m.+mela

D: Progetti letterari (e non solo) futuri. 
Attualmente mi sto concentrando sulla promozione di Anime Assassine – la vendetta del cigno nero, con cui, tra i tanti eventi, sarò a fine Aprile ospite del Fi-Pi-Li Horror Festival, nella sezione dedicata ai romanzi thriller, e a Settembre al Lomellina in Giallo, uno dei festival noir più accreditati in Italia. Dal punto di vista della scrittura sto sviluppando un nuovo noir, diverso da quel che ho fatto fino a ora con l'ispettore Quetti nella saga di Anime Assassine, ma preferisco non dire altro.

https://www.youtube.com/watch?v=1Qsg1h9sZKo
Booktrailer - cliccare sull'immagine

D: Per concludere, una citazione dal tuo romanzo/racconto pubblicato con La Mela Avvelenata. 
"Quando alzai la testa, ormai fradicia, ero di nuovo davanti alla centrale. 
Non mi ero nemmeno accorto che la sigaretta si fosse spenta a causa della pioggia; solo quando mi fermai l’odore acre del mozzicone bagnato che avevo tra le labbra raggiunse pungente le narici, disgustandomi. Lo sputai lontano, come a volermi liberare di un qualcosa che mi assillava da anni, ma quell’amaro che sentivo in bocca non se ne andò, anzi, sembrò restare per ricordarmi il sapore della realtà. Lo stomaco mi si rivoltò dallo schifo. Guardai il mio riflesso in una pozzanghera agitata dall’acqua che cadeva, e per la prima volta sentii il peso di ciò che era diventata la mia vita: un qualcosa di cui non mi sarei mai potuto liberare. Mi resi conto che tutto questo avrebbe finito per consumarmi e dopo tanti anni mi sentii di nuovo solo."
(Anime assassine - La vendetta del Cigno Nero) 
 
D: Grazie per essere stato qui. 
Grazie a te.

Appuntamento alla prossima settimana con Weekly Apple #5. Chi sarà il prossimo ospite?

Intanto, visitate il sito della Mela Avvelenata: basterà cliccare sull'immagine qua sotto!


http://www.lamelavvelenata.com/

mercoledì 30 aprile 2014

Quella che chiamiamo estate

Sì, è il titolo del mio racconto contenuto nell'antologia 365 racconti d'estate, di prossima uscita per Delos Books, nella scia della fortunata serie 365... ideata da Franco Forte.

Io sono al 25 settembre, ma vi assicuro che prima e dopo quella data vi sono 364 (più qualche chicca extra calendario) racconti brevi davvero deliziosi!

Non male anche l'idea di lasciare al pubblico la scelta della cover preferita per il proprio acquisto. La selezione delle due copertine è stata durissima e meritano entrambe di essere lì. Non vi viene voglia, guardandole, di spiaggia, gelato e libro?

Andate sul sito www.delosstore.it, scegliete la vostra e preparatevi a una piacevole lettura estiva.