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venerdì 6 giugno 2014

Weekly Apple #9 - Anna Valeria Cipolla d'Abruzzo


Gli autori di
 su Fantasy land


Intervista con...
ANNA VALERIA CIPOLLA D'ABRUZZO

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Oggi, ospite dell'appuntamento settimanale con gli autori pubblicati da La Mela Avvelenata è la scrittrice Anna Valeria Cipolla d'Abruzzo. Vediamo cos'ha da raccontarci.

D: Domanda d’obbligo per riscaldare l’ambiente: chi è Anna Valeria Cipolla d'Abruzzo?


Ciao! Grazie per questa intervista. Sono una donna di 33 anni, sono nata a Bologna ma ho origini abruzzesi molto ben radicate. Vivo al nord, sentendomi una sorta di ibrido e cucinando piatti che si creano dalla commistione di tradizioni emiliane e appunto abruzzesi.

D: Il lavoro di uno scrittore è fatto di molte cose, non sempre è facile e di sicuro non è mai “leggero”. Cosa significa per te scrivere? Come nascono le idee per i tuoi romanzi/racconti?


Non so se definirlo un lavoro, di sicuro è uno svago e lo è da quando ho imparato a tenere in mano una penna. Scrivo perché ne sento il bisogno, è così da sempre. Decidere di pubblicare invece, è stato un passo molto recente; compiuti i 30 anni, una mattina mi sono alzata e ho pensato che potevo fare delle mie storie libri per la gente. “Antichi sospiri” è il terzogenito. C’è da dire che il mondo in cui mi sono immessa non è facile… le soddisfazioni sono tante ma non mancano neppure le lacrime.

Le mie idee nascono nei modi più strani; dopo un sogno notturno, osservando la gente oppure luoghi più o meno particolari. Anche le mie vicende personali possono essere uno spunto. Sarà assurdo… ma non sono io a cercare le idee, no, sono loro che mi vengono incontro!

Tavola di Debora Scarico ispirata al racconto della nostra ospite

D: Essendo una grafomane, sono molto curiosa di sapere quanti altri autori usano i mezzi “tradizionali”, almeno nella prima stesura. Tu come scrivi: carta e penna o direttamente al pc? Ascolti musica per calarti nelle atmosfere della tua opera o preferisci il silenzio? E soprattutto, fai una scaletta prima di iniziare o scrivi “a braccio”?


Fino al 2005 ho scritto soltanto a penna, in seguito mi sono dovuta adattare al computer… un “animale” che mi è a tutt’oggi sconosciuto e quel che è peggio ostile! Sì, sono un disastro con la tecnologia. Quando scrivo non ascolto mai musica ma non cerco neppure il silenzio, mi metto in un angolo e tiro fuori quel che ho dentro. Non ho mai fatto una scaletta e devo confessare che quando inizio una storia, non ho idea di cosa tratterà esattamente e come andrà a finire. Non so neppure quanto tempo ci metterò per terminarla e se costituirà un semplice racconto o un romanzo. Ecco, questo è un grosso limite e me ne rendo conto, però il mio cervello è strutturato così e non c’è verso di cambiarlo. Se tentassi di farlo, mi metterebbe il broncio.


Immagine di Debora Scarico

D: Quali sono i tuoi generi e i tuoi autori preferiti? C’è qualche scrittore (o qualche libro) in particolare che ti ha “cambiato la vita”?



Non ho un genere preferito, leggo davvero di tutto. Soltanto la fantascienza non la amo particolarmente, eppure se me la trovo davanti leggo anche quella. Autori preferiti invece, ne ho tantissimi e lo stesso libri a cui sono legata più in profondità, che hanno inciso il mio essere. Negli ultimi tempi mi sono accostata a Silvana Gandolfi, un’autrice per l’infanzia; trovo i suoi romanzi geniali, insegnano un sacco di cose e mi rilassano quando attraverso periodi frenetici.



Disegno di Debora Scarico

D: Progetti letterari (e non solo) futuri. 



Mi sto cimentando con quello che credo  sia un romanzo urban fantasy. Dico credo… perché fin quando non finisco di scrivere, come spiegavo prima, non so cosa abbia esattamente tra le mani. Poi vorrei finire un testo iniziato più di un anno fa e che affronta il tema della disfonia di genere.

Per quel che riguarda la mia vita, non ho progetti particolari. Dopo aver sofferto per la rottura di una relazione che reputavo importante, mi ci è voluto tempo per riprendere in mano me stessa. Ecco, adesso mi preme soltanto godermi il più possibile le giornate… ho riscoperto il piacere di fare tutte quelle piccole o grandi cose che il vivere ci offre. Un giorno vorrei avere la possibilità di essere madre ma, rispetto a prima, non la considero più una priorità assoluta. Adesso c’è la serenità di Anna ad avere la precedenza e tutto ciò che avviene in concomitanza di questa è ovviamente gradito.


http://www.youtube.com/watch?v=hbd4TJCniNw


D: Per concludere, una citazione dal tuo romanzo/racconto pubblicato con La Mela Avvelenata. 

"Agata morì in una pozza di sangue con il dubbio stampato sul volto e Meo s’accorse troppo tardi dell’importanza di un dono d’amore. Dell’angoscia che può scatenare un rifiuto."
Antichi sospiri
  
D: Grazie per essere stata qui.


Grazie a te!

 
Appuntamento alla prossima settimana con Weekly Apple #10. Chi sarà il prossimo ospite?

Intanto, visitate il sito della Mela Avvelenata: basterà cliccare sull'immagine qua sotto!


http://www.lamelavvelenata.com/