Intervista con...
MARTA SAVARINO
Oggi, ospite dell'appuntamento settimanale con gli
autori pubblicati da La Mela Avvelenata è la scrittrice Marta Savarino. Vediamo cos'ha da raccontarci.
D: Domanda d’obbligo
per riscaldare l’ambiente: chi è Marta Savarino?
Anzitutto grazie per lo spazio che
mi dedichi! Poi, chi è Marta? Fondamentalmente una ragazza che adora le sue
figlie e ha la testa piena di sogni…nonostante l’età che avanza! Amo leggere
sin da quando ero piccola, ho iniziato a 8 anni con i classici della
letteratura per ragazzi come “piccole donne” o “il richiamo della foresta” e da
allora non ho più smesso. Devo dire grazie a mia madre per avermi trasmesso
l’amore per i libri sin da piccola. Amo leggere e con il tempo l’amore per la
lettura si è trasformato nella voglia di mettere su carta le storie che vivono
nella mia testa. Ho iniziato tardi, solo pochi anni fa, prima disegnavo… diciamo
che sono sempre stata creativa!
D: Il lavoro di uno scrittore è fatto di molte cose, non sempre è facile e di sicuro non è mai “leggero”. Cosa significa per te scrivere? Come nascono le idee per i tuoi romanzi/racconti?
Scrivere è una passione, un sogno
che ho sperato di realizzare sin da quando ero ragazzina ma a cui mi sono
dedicata concretamente soltanto negli ultimi anni. Purtroppo non riesco a
dedicarci il tempo che vorrei. Mi rendo conto che leggere non sempre mi basta.
Voglio di più, voglio creare e scrivere le mie storie…ne ho tante in testa ma
come dicevo il tempo è quello che è: poco!
D: Essendo una
grafomane, sono molto curiosa di sapere quanti altri autori usano i mezzi
“tradizionali”, almeno nella prima stesura. Tu come scrivi: carta e penna o
direttamente al pc? Ascolti musica per calarti nelle atmosfere della tua opera
o preferisci il silenzio? E soprattutto, fai una scaletta prima di iniziare o
scrivi “a braccio”?
Cominciamo dal fondo: per la
Vendetta di Isabelle e il suo seguito prima di tutto c’è stata la fase di
ricerca storica, fondamentale. Da lì poi mi sono fatta una scaletta per la
stesura che poi ho messo da parte perché ho visto che non stavo più
rispettando. Voglio dire, nella mia idea iniziale personaggi come il
Maresciallo de Catinat o Jeanne la locandiera dovevano essere soltanto
secondari e di contorno, lui addirittura interpretare il cattivo della
situazione. Invece scrivendo di loro me ne sono letteralmente innamorata tanto
da farli diventare co-protagonisti veri e propri e dedicare loro il seguito del
primo romanzo. Per il resto devo confessare che con il passare del tempo ho
quasi accantonato i mezzi tradizionali: all’inizio scrivevo pagine e pagine su
un quaderno mentre adesso mi limito a scrivere qualche appunto o frase che non
voglio dimenticare. A volte sfrutto anche l’iPhone…la sezione delle note può
risultare utilissima quando sono in giro e ho un’idea che non voglio lasciar
scappare dalla mente! Diciamo quindi che non pianifico troppo quello che voglio
scrivere se non per la parte di ricerca storica, quando ho l’ispirazione (e
non sempre arriva…non riesco a scrivere a comando!) accendo il pc e scrivo.
D: Quali sono i tuoi
generi e i tuoi autori preferiti? C’è qualche scrittore (o qualche libro) in
particolare che ti ha “cambiato la vita”?
Amo il romance, i sentimenti, le
passioni. Ma allo stesso tempo posso dire senza ombra di dubbio che il mio
scrittore preferito è Stephen King…che con il romance non ha proprio nulla a
che vedere. Il libro che mi ha cambiato la vita c’è, esiste ed è un titolo che
pochi conoscono e non credo sia nemmeno più in commercio: “la Duchessa di
Milano” di Michael Ennis. L’ho letto la prima volta a 15 anni su suggerimento
di mia madre e lì ho capito che avrei amato i romanzi storici tanto da volerne
scrivere almeno uno anche io nella vita. Posso dire di avercela fatta, quel
sogno si è realizzato e da allora ho riletto quel romanzo cinque volte. E ogni
volta lo amo come fosse la prima, piango e mi emoziono anche se so benissimo
cosa ne sarà di Beatrice, Ludovico il Moro e di Isabella d’Aragona.
D: Progetti letterari
(e non solo) futuri.
Per ora non sto scrivendo, ho le idee
ma mi manca l’ispirazione e la voglia di trovare il tempo per farlo, lo
confesso. Ma sono imprevedibile in questo, mi è già capitato altre volte di
trovarmi in situazioni simili per poi ricominciare a creare quando meno me lo
aspettavo! In ogni caso per il 2014 è prevista l’uscita del seguito de la
Vendetta di Isabelle e di un romance ambientato ai giorni nostri tra Parigi e
Torino.
D: Per concludere, una
citazione dal tuo romanzo/racconto pubblicato con La Mela Avvelenata.
Le citazioni che mi vengono in mente
sono molte in realtà, ma ti lascio un estratto breve ma significativo di un dialogo tra la
protagonista Isabelle e Jacques, l’uomo che ama ma che respinge per via del suo
titolo nobiliare ma non solo ( non voglio rivelare troppo per chi volesse
leggere il libro).
«Guardami!» gli ordinò
«Io sono Isabelle Morens. Il mio cognome è sinonimo di traditore, la mia
famiglia è stata uccisa e i nostri beni confiscati, cosa pensi che direbbero a
Corte se annunciassi che hai intenzione di sposare la figlia dei traditori? In
questi mesi ho sempre avuto la speranza di ritrovarti e ricominciare da dove ci
eravamo lasciati, ma pensavo di avere a che fare con un uomo normale, un
borghese come me».
«Isabelle, non mi importa chi sono, non mi importa chi la gente creda che tu sia…» disse lui avvicinandosi. Isabelle non si oppose. «Un modo l’avremmo trovato… Lo possiamo ancora trovare!».
La ragazza scosse la testa e abbassò lo sguardo.
«Isabelle, non mi importa chi sono, non mi importa chi la gente creda che tu sia…» disse lui avvicinandosi. Isabelle non si oppose. «Un modo l’avremmo trovato… Lo possiamo ancora trovare!».
La ragazza scosse la testa e abbassò lo sguardo.
«Tu sei troppo ottimista, Jacques». Nessuno
dei due riuscì più a pronunciare una parola per i minuti che seguirono.
«Jacques…» disse infine Isabelle. «Ti prego...Vai via»
Le lacrime le rigavano il volto, stavolta non le importava più di farsi
vedere piangere, trattenersi era impossibile. Aveva voglia di abbracciarlo e
baciarlo, dentro il fuoco ardeva come non mai.
«No» disse lui scuotendo la testa.
(La Vendetta di Isabelle).
D: Grazie per essere
stata qui.
Grazie a te per avermi ospitata, è
stato un piacere!
Appuntamento alla prossima settimana con Weekly Apple #13. Chi sarà il prossimo ospite?
Intanto, visitate il sito della Mela Avvelenata: basterà cliccare sull'immagine qua sotto!
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