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giovedì 10 gennaio 2013

La centesima pagina





 
Capì che sarebbe stata una follia dormire in un luogo simile. Tirò fuori le armi e si appostò in un angolo dietro la porta. Se volevano fargli del male, avrebbe venduto cara la vita.
Il rumore di molti passi, il chi-va-là della sentinella e la parola d'ordine risuonarono sopra di lui, lungo il cammino di ronda. Stavano facendo il cambio della guardia.
Proprio in quel momento udì graffiare alla porta della camera, il rumore divenne più forte, poi qualcuno bisbigliò: "Dick, Dick sono io".
Corse alla porta, tirò il catenaccio e fece entrare Matcham.
Era pallidissimo: teneva una lanterna in una mano e un pugnale sguainato nell'altra.
"Chiudi la porta", sussurrò. "Svelto, Dick! Questa casa è piena di spie: sento i loro passi che mi seguono per i corridoi; le sento respirare dietro gli arazzi."
"Be', calmati", rispose Dick; "è chiusa. Per adesso siamo al sicuro, se mai può esserci sicurezza tra queste mura. Ma sono contento di rivederti. Accidenti, ragazzo, ti credevo spacciato. Dov'eri nascosto?"
"Non importa", rispose Matcham. "Adesso che siamo di nuovo insieme, non importa. Ma hai aperto gli occhi, Dick? Sai cosa faranno domani?"
"No. Cosa faranno?"
"Domani o stanotte, non lo so, ma, prima o dopo, hanno deciso di toglierti di mezzo. Ne ho avuto la prova. Li ho sentiti sussurrare; anzi, me l'hanno praticamente detto."
"Dunque, è così? Me l'ero immaginato."

Robert Louis Stevenson, La Freccia Nera, 1883
      

martedì 8 gennaio 2013

Incipit



In un pomeriggio di primavera inoltrata si sentì suonare a un'ora insolita la campana della Moat House, a Tunstall. A quel suono, nella foresta e nei campi lungo il fiume, i contadini cominciarono ad abbandonare i propri lavori e ad accorrere da ogni dove, mentre, nel villaggio di Tunstall, un gruppo di poveri bifolchi rimase ad ascoltare stupito quel richiamo.
A quel tempo, sotto il regno del vecchio Enrico VI, il villaggio di Tunstall aveva press'a poco lo stesso aspetto di oggi. Circa una ventina di case, dall'ossatura di quercia massiccia, erano sparse per la vallata lunga e verde, sul pendio di qua dal fiume. In fondo, la strada, che portava alla Moat House e di là all'abbazia di Holywood, scavalcava un ponte e, inerpicandosi sull'altra sponda, scompariva al limitare della foresta. In mezzo al villaggio sorgeva la chiesa, circondata di tassi. Da ogni lato la vista era delimitata da verdi boschi di olmi e querce che coronavano le pendici.
In prossimità del ponte, su un tumulo, c'era una croce di pietra, e qui il gruppo, composto da una mezza dozzina di donne e di un individuo alto che indossava una tunica da contadino, si era radunato a discutere sul significato di quei rintocchi.

Robert Louis Stevenson, La Freccia Nera, 1883

martedì 21 agosto 2012

Guarda lassù! Il Corsaro Nero piange.




In occasione dei 150 anni dalla nascita di Emilio Salgàri,
vi ripropongo una mia recensione di qualche mese fa.



Hombres del mar, 
aquí está el Corsario Negro, señor del Caribe.
Su triste historia
  está a punto de comenzar.
 Haga clic en la imagen
para leer mi reseña.


 
Un libro bellissimo. Rileggetelo.
E se non lo conoscete, procuratevelo.



lunedì 4 giugno 2012

Incipit



Oggi vi propongo un incipit eccezionale.
Una delle storie più incredibili mai raccontate, in cui amore, avventura e mito
si mescolano di continuo dando vita a personaggi e scene
destinate a restare nell'immaginario collettivo per l'eternità.



Cantami, o Diva, del Pelide Achille
l'ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco
generose travolse alme d'eroi,
e di cani e d'augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l'alto consiglio s'adempía), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de' prodi Atride e il divo Achille.
E qual de' numi inimicolli? Il figlio
di Latona e di Giove. Irato al Sire
destò quel Dio nel campo un feral morbo,
e la gente pería: colpa d'Atride
che fece a Crise sacerdote oltraggio.


[Omero, Iliade, traduzione di Vincenzo Monti, Casa Editrice G. D'Anna, 1960]

venerdì 20 aprile 2012

Evergreen

I classici non muoiono mai. E questo è un classico speciale.
Ci sono cresciuta e rileggendolo a distanza di tanti anni mi sento di 
contestare la classificazione che lo vuole inserito nella letteratura per ragazzi.

Cliccate sulla copertina e sarete indirizzati alla recensione.



Buona lettura.


domenica 11 marzo 2012

Yo-ho, yo-ho, e una bottiglia di rum!


Qualche settimana fa, avevo postato l'incipit di questo libro straordinario
(cliccando qui sotto sarete indirizzati al post)




Se siete curiosi, cliccate sulla mappa qui sotto. Non troverete il tesoro di Flint,
probabilmente, ma la mia recensione potrebbe farvi venire voglia di tornare bambini...