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lunedì 5 dicembre 2016

Avvento #5


La Donna del Falco, Marion Zimmer Bradley

 

Romilda non ebbe il coraggio di rallentare l'andatura finché la luna non fu tramontata; cavalcò nel buio, lasciò che il cavallo seguisse la propria strada, e alla fine allentò la briglia e gli permise di procedere al passo.
Lei stessa ignorava dove si trovasse; sapeva che quando era giunta al bivio, ai piedi della collina, non aveva preso la strada a sinistra, che l'avrebbe condotta a Nevarsin: da quella parte, per Rory sarebbe stato fin troppo semplice ritrovarla. E adesso si era perduta: per sapere la direzione in cui si stava muovendo, avrebbe dovuto aspettare il sorgere del sole, che le avrebbe permesso di orientarsi.
Trovò una piccola macchia di alberi che offrivano riparo, tolse la sella al cavallo e legò l'animale a uno dei tronchi, poi si avvolse nel mantello e nella rozza coperta che aveva afferrato durante la fuga, e si infilò in una piccola cavità ai piedi dell'albero. Aveva freddo ed era indolenzita, ma riuscì a dormire, anche se continuò ad agitarsi nel sonno a causa di incubi in cui un uomo senza volto che era per metà Rory e per metà il Nobile Garris - no, assomigliava anche a suo padre - le si accostava con lentezza inesorabile... e lei non riusciva a muovere neppure un dito.
Di una cosa era certa, nel sogno: se Rory l'avesse avuta nuovamente a tiro, lei avrebbe fatto meglio a tenere pronto il pugnale. Ma qualcuno glielo aveva gettato nel pozzo della latrina, e lei non poteva cercarlo perché era vestita soltanto dei suoi stracci sporchi di sangue, e, per chissà quale motivo, nel prato dove suo padre teneva il mercato dei cavalli si stava proprio allora danzando per la festa del raccolto...
Fu destata dal cavallo, che sbuffava e la spingeva con il muso; il sole era alto e il ghiaccio sui rami si stava sciogliendo. 
 

mercoledì 21 marzo 2012

Un libro, un film

Vi ho citato l'incipit di questo meraviglioso romanzo un paio di giorni fa.
Oggi voglio parlarvi della sua versione televisiva.

Intanto, per rinfrescare la memoria, cliccate sulla locandina
sottostante e potrete rileggere la recensione del libro.



Parliamo ora di questa versione per la TV.
La fiction è del 2001 e conta nel cast personaggi del
calibro di Anjelica Houston. A dimostrazione della riuscita
dell'adattamento, ci sono le candidature a numerosi Emmy Awards nel 2002 e una 
nomination ai Golden Globe nello stesso anno.

Ecco a voi un assaggio.


Ovviamente, il consiglio è di guardare questo film, riproposto di recente in TV,
ma dopo aver letto l'indimenticabile romanzo di MZB.

lunedì 19 marzo 2012

Incipit



Nuovo lunedì, nuovo incipit.
Oggi tocca a un'altra grande Autrice, colei che devo ringraziare 
per avermi fatto conoscere e amare il genere fantasy.
Questo libro è bellissimo, un inno alla magia e alle donne, 
una storia "arturiana" in cui Artù e i suoi cavalieri sono dei semplici
comprimari nella tragica vicenda di Morgana.




PARLA MORGANA: Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute. Ma credo che saranno i cristiani a narrare l'ultima storia. Il mondo della Magia si allontana sempre di più dal mondo dove regna il Cristo. Non ho nulla contro di lui, ma solo contro i suoi preti che negano il potere della Grande Dea oppure l'avvolgono nella veste azzurra della Signora di Nazareth e affermano che era vergine. Ma che cosa può sapere una vergine delle sofferenze dell'umanità?

[Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon, 1982, traduzione di Roberta Rambelli, CDE, 1990]