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domenica 2 dicembre 2018

Book's corner: Fore Morra di Diego Di Dio

Una storia di perdizione e speranza, rabbia e dolore, violenza e sentimenti. Lo stile scorrevole e avvincente di Diego Di Dio trascina il lettore nelle pieghe più oscure di Napoli, raccontando una storia fatta d'azione e continui colpi di scena, arricchita da personaggi che bucano le pagine.
Consigliatissimo.


Thriller
autore Diego Di Dio
315 pagine 
ISBN 9788866883159 (edizione cartacea) € 12,90
Fanucci Editore
Collana TimeCrime
Anno 2017

Autore

Diego Di Dio è nato nel 1985. Con un trolley sempre appresso ha vissuto a Procida, Napoli, Roma, Formia. Laureato in giurisprudenza, in seguito ha fondato l’agenzia letteraria Saper Scrivere. Ha pubblicato, con il Giallo Mondadori, i racconti I dodici apostoli, Il canto dei gabbiani (menzione d’onore al Gran Giallo Città di Cattolica) e L’uomo dei cani. Ha vinto, per due volte, il premio Writers Magazine Italia, con i racconti C’è ancora tempo e Il trampolino. Ha vinto, inoltre, il Nero Premio e il premio Mario Casacci (Orme Gialle). Ha pubblicato, con la Delos Digital, i racconti thriller Scala reale e La bambina della pioggia. Fore morra è il suo primo romanzo.
Trama
Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.
Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.


Diego Di Dio - Saper Scrivere

lunedì 5 gennaio 2015

Ciao, guaglio'

Quello di Pino Daniele fu uno dei miei primi concerti. 

Ho amato l'anima soul dei suoi pezzi, le contaminazioni che portavano dentro lo spirito di Napoli, una città dall'identità unica, ferita, violata eppure così piena di dignità, calore, bellezza.

I suoi pezzi più belli, per me, resteranno sempre quelli più vecchi, che cantavano il disperato e immenso amore per la sua terra (Terra mia è un capolavoro, come pure Napul'è).

Ma il mio preferito in assoluto è Viento: un minuto e mezzo di perfezione, chitarra e voce senza pari.



Grazie, Pino, per averci regalato la tua musica.