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lunedì 7 novembre 2011
sabato 5 novembre 2011
Waiting for 18 November, Octopus in Fabula
Lola lo guardava ma non sembrava impressionata dalle sue emozioni.
«Beh» disse «non sei morto. Tuo padre sarà doppiamente felice domani, quando ti rivedrà».
«Hai ragione». Nathan sorrise e una lacrima brillò per un attimo tra le sue ciglia bionde.
«Gradisci un the amaro?».
«Volentieri».
Nathan bevve il the amaro di Lola, mentre un grande angelo di pietra, vestito solo di un gonnellino e di una larga cintura, si accoccolava sul prato con un gargoyle tra le braccia. Lola cantò per loro una ninnananna dolce, e Nathan non seppe più se quello che desiderava era davvero tornare, o restare lì per sempre, perso in quella stellata notte d’ottobre, dove anche i fiori, così gli parve, dondolavano graziose corolle a forma di teschio a tempo con la melodia. E le stelle, incredibile ma era così, le stelle con le loro faccette sorridenti e luccicanti scendevano danzando in dolcissime spirali, e si posavano lì tutte sul prato agitando lunghissime braccia di luce. La voce di Lola donava armonia a tutte le cose. E poi tutto divenne confuso, caldo e buono.
IL CUORE DI LOLA, Emanuela Valentini
Finalmente, giunsero in vista di Roccantica. La posizione superba del castello ne faceva una potentissima postazione di difesa, oltre che un’inespugnabile roccaforte. I torrioni rotondi, visibili da molto lontano, restavano impressi nella mente dei viaggiatori. (…)
Il castello aveva una doppia cortina di solide mura, con massicce torri rotonde a ogni angolo. Le fortificazioni erano andate aumentando con il passare del tempo, inglobando il villaggio sottostante e creando così con esso un corpo unico. (…)
Man mano che si avvicinavano, potevano scorgere la prima cerchia di mura che circondava il paese e la scarpata che distaccava il corpo della rocca, con le sue mura imponenti e le merlature sorrette da beccatelli sporgenti sugli spalti. Da quei passaggi verticali sarebbe stato uno scherzo respingere degli assalitori gettando pietre o olio bollente.
Quante sere Brand aveva trascorso, fin da quando era solo un ragazzo, sul cammino di ronda, a vigilare l’orizzonte, il lago, il borgo sottostante, la campagna lontana, fino ai monti innevati a est!
Sorrise al ricordo delle fosche giornate in cui il lago sembrava minacciare il mondo intero con le sue onde schiumose alzate dal vento. Poi il sorriso si spense.
CUORE DI DRAGO, Molly Greenhouse
giovedì 3 novembre 2011
Waiting for 18 November ...
Ci fu un tempo in cui i draghi dominavano il mondo.
Solcavano il cielo con maestose ali spiegate, sfavillanti di mille colori. La loro saggezza era grande e antica.
Un giorno, guardando in basso, videro gli uomini, piccoli esseri dalla vita misera e breve."Cuore di Drago", Molly Greenhouse
Nathan rotolò su un fianco e, grazie alla luminosità acerba della luna, riuscì a scorgere la sagoma scura dello strano volatile che lo aveva afferrato allontanarsi lentamente verso il bosco.
"Il cuore di Lola", Emanuela Valentini
...
OCTOPUS IN FABULA
Music Reading
sabato 29 ottobre 2011
Siete mai stati a Londra Sotto?
Questo libro è davvero fantastico. Chiunque ami Londra, non può farne a meno.
Ma anche chi non conosce questa meravigliosa città resterà ammaliato dalla storia incredibile che Gaiman racconta con la sua solita, incantevole, non chalance.
Cliccate sulla copertina per avere maggiori dettagli!
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sognandoleggendo
martedì 25 ottobre 2011
Waiting for November
Nuova presentazione in vista per Cuore di Drago. Stavolta sarà qualcosa di davvero speciale.
A breve, maggiori dettagli. Nel frattempo ... booktrailers!!!
Il booktrailer in italiano:
... and the English one!
Grazie.
giovedì 20 ottobre 2011
Vampiri italiani ...
Nuova recensione
Cliccare sulla copertina del libro per essere indirizzati alla pagina con la recensione.
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martedì 18 ottobre 2011
Il Talismano degli Antichi
Secondo capitolo dell'avventura di Lamiroth, scritta per i Mondi incrociati di Alfonso Zarbo qualche tempo fa. Se vi è piaciuto il primo racconto, continuate a leggere. Nel frattempo, io scrivo...
Ci sono molte avventure dentro a questa storia!!!
E chissà, magari qualche editore web nauta potrebbe essere curioso di sapere come va a finire...
«Questa è la mia missione, capitano. Hai compiuto egregiamente la tua, portandomi qua. Adesso tocca a me.» Dal tono della voce, il ragazzo non ammetteva repliche.
Da quando la Veela aveva gettato l’ancora nella baia e la scialuppa aveva raggiunto la spiaggia dorata, non avevano fatto altro che discuterne: Gareth non voleva lasciare che Lamiroth si avventurasse da solo sull’isola; il principe del Regno Sabbioso, invece, pretendeva il contrario.
Il capitano della Veela fissò il giovane, serio. «Sembri sicuro di te.»
Lamiroth annuì. «Fidati. Mi basteranno un paio di giorni al massimo. Quest’isola non sembra così grande.»
Dopo avergli lanciato un’occhiata assai espressiva, Gareth gli afferrò il polso, nel saluto tipico della gente del Regno Sabbioso. «Ti aspetteremo ormeggiati nella baia. La Veela sarà pronta a riportarti a casa con il tuo prezioso bottino.»
Dopo avergli lanciato un’occhiata assai espressiva, Gareth gli afferrò il polso, nel saluto tipico della gente del Regno Sabbioso. «Ti aspetteremo ormeggiati nella baia. La Veela sarà pronta a riportarti a casa con il tuo prezioso bottino.»
Il giovane ricambiò la stretta. «Due giorni, Gareth.» Lo fissò con i profondi occhi scuri. «Se all’alba del terzo giorno non sarò tornato, la Veela riprenderà il mare.»
Il capitano aggrottò la fronte. «Non ho intenzione di lasciarti qui. Non lo farò.»
Lamiroth sorrise e i denti bianchissimi scintillarono nel volto abbronzato. «È un ordine. Ricordati che sono io a pagare questo viaggio.» Un’insolita serietà risuonò improvvisa nella sua voce. «Mia madre dovrà saperlo, se fallirò.»
Gareth chinò il capo con un sospiro, sconfitto. «D’accordo: farò come desideri.»
Il ragazzo prese la faretra che uno dei marinai gli porgeva e se la mise in spalla, poi afferrò l’arco leggero.
«So difendermi, lo sai.» Detto ciò, rivolse un rapido saluto agli uomini della Veela e si allontanò verso gli alberi.
La foresta si protendeva verso il mare, estendendosi fitta e scura fino a dove lo sguardo riusciva ad arrivare.
Lamiroth mise anche l’arco in spalla, preparandosi a estrarre la spada. Se non fosse stato sicuro di trovarsi in tutt’altra parte del mondo, avrebbe pensato di essere rimasto intrappolato nell’antica foresta di Eled’hum. Alberi così fitti e maestosi si trovavano solo nel regno degli Elfi.
La foresta si protendeva verso il mare, estendendosi fitta e scura fino a dove lo sguardo riusciva ad arrivare.
Lamiroth mise anche l’arco in spalla, preparandosi a estrarre la spada. Se non fosse stato sicuro di trovarsi in tutt’altra parte del mondo, avrebbe pensato di essere rimasto intrappolato nell’antica foresta di Eled’hum. Alberi così fitti e maestosi si trovavano solo nel regno degli Elfi.
Non ne aveva mai incontrati, se si escludeva lo strano viandante che poche settimane prima aveva chiesto a sua madre il permesso di attraversare il Regno Sabbioso. Strane creature, gli elfi. Così formali, così eterei, eppure duri come l’acciaio. Non amavano mischiarsi agli altri popoli e conservavano antiche e complesse tradizioni.
El’hedryn era stato il primo da cui avevano sentito parlare della nube scura di malvagità che si stava propagando da sud. Una nube foriera di male e follia, che forse il talismano degli Antichi poteva disperdere.
“Forse.” Lamiroth non era nemmeno sicuro che il misterioso oggetto esistesse. Gli oracoli avevano profetizzato che soltanto quella cosa misteriosa avrebbe potuto salvare il Regno Sabbioso, e forse l’intera Obscura Vastus, dall’ondata di malvagità che stava per abbattersi sul mondo.
Non sapeva cosa lo aspettasse all’interno di quell’intricata boscaglia. I sapienti di Città Azzurra avevano visto qualcosa nelle vasche di acqua consacrata in cui erano soliti leggere il destino. Sembrava un uovo, ma non somigliava a quelli dei draghi né di nessun’altra creatura conosciuta. Liscio, lucente, multicolore… i riflessi cangianti della visione erano ancora impressi nella sua memoria. Dunque, sapeva cosa cercare, anche se non aveva la minima idea di come quell’oggetto avrebbe potuto essere usato per respingere l’ondata dilagante di malvagità che si stava diffondendo.
El’hedryn era stato il primo da cui avevano sentito parlare della nube scura di malvagità che si stava propagando da sud. Una nube foriera di male e follia, che forse il talismano degli Antichi poteva disperdere.
“Forse.” Lamiroth non era nemmeno sicuro che il misterioso oggetto esistesse. Gli oracoli avevano profetizzato che soltanto quella cosa misteriosa avrebbe potuto salvare il Regno Sabbioso, e forse l’intera Obscura Vastus, dall’ondata di malvagità che stava per abbattersi sul mondo.
Non sapeva cosa lo aspettasse all’interno di quell’intricata boscaglia. I sapienti di Città Azzurra avevano visto qualcosa nelle vasche di acqua consacrata in cui erano soliti leggere il destino. Sembrava un uovo, ma non somigliava a quelli dei draghi né di nessun’altra creatura conosciuta. Liscio, lucente, multicolore… i riflessi cangianti della visione erano ancora impressi nella sua memoria. Dunque, sapeva cosa cercare, anche se non aveva la minima idea di come quell’oggetto avrebbe potuto essere usato per respingere l’ondata dilagante di malvagità che si stava diffondendo.
Riflettendo in questo modo era giunto al limite della foresta. Si volse a lanciare un ultimo sguardo agli uomini della Veela, poi sfoderò la spada e s’incamminò tra i cespugli, abbandonando la spiaggia assolata per inoltrarsi audacemente nel cuore del bosco.
L’interno dell’isola era straordinario almeno quanto il mare che la circondava. Lamiroth avvertiva una strana eccitazione, nonostante il nervosismo. Aveva superato indenne il Mare delle Illusioni e raggiunto le Isole Perdute, che non comparivano più su nessuna mappa da secoli. Inoltre, se le profezie erano attendibili, la sua ricerca era giunta quasi al termine. Tutti ottimi motivi per tenere alto il morale, si convinse.
Gettò uno sguardo nelle ombre verdi della foresta lussureggiante. Un labirinto frondoso lo invitava ad avanzare, come se un incantesimo avvolgesse il sentiero che conduceva attraverso la foresta rigogliosa.
«Coraggio, Lamiroth. Ce l’hai quasi fatta» parlò ad alta voce, per farsi coraggio, e gli alberi parvero echeggiare le sue parole.
Gettò uno sguardo nelle ombre verdi della foresta lussureggiante. Un labirinto frondoso lo invitava ad avanzare, come se un incantesimo avvolgesse il sentiero che conduceva attraverso la foresta rigogliosa.
«Coraggio, Lamiroth. Ce l’hai quasi fatta» parlò ad alta voce, per farsi coraggio, e gli alberi parvero echeggiare le sue parole.
Solo dopo diverso tempo si rese conto che avanzava, ma il sentiero sembrava protendersi in un cerchio infinito che lo conduceva sempre nel medesimo punto della selva, come se gli alberi stessi tentassero di allontanarlo da ciò che stava cercando.
Si fermò, incerto. Non poteva permettersi di fallire: il destino del Regno Sabbioso era nelle sue mani! Respirò profondamente.
“Niente fretta” si disse, osservando con attenzione ciò che lo circondava.
Era un posto incredibile, eppure quella bellezza pareva rifiutarlo. Il sole aveva appena raggiunto il punto della sua massima altezza e lui si trovava esattamente nel luogo da cui era partito. Faceva molto caldo. Considerò per un istante l’idea di abbandonare il sentiero, ma gli tornarono in mente le parole di El’hedryn.
«Molte cose pericolose si nascondono nell’isola. Se resti sul sentiero, nulla ti farà del male.»
Tornò a guardarsi intorno. La foresta sembrava chiudersi su di lui. Al suo passaggio, fiori di una bellezza minacciosa e bizzarra lo sfioravano, tentandolo con acute fragranze. Foglie sopra la sua testa bisbigliavano al soffio caldo del vento.
«Molte cose pericolose si nascondono nell’isola. Se resti sul sentiero, nulla ti farà del male.»
Tornò a guardarsi intorno. La foresta sembrava chiudersi su di lui. Al suo passaggio, fiori di una bellezza minacciosa e bizzarra lo sfioravano, tentandolo con acute fragranze. Foglie sopra la sua testa bisbigliavano al soffio caldo del vento.
Con il cuore martellante nel petto, affrettò il passo, avvolto dai rumori del bosco, finché il sentiero si aprì su un largo spiazzo. Trattenendo il respiro, si arrestò.
Davanti a lui, il cielo sormontava come un enorme arco blu il mare aperto e una piccola spiaggia di sottile sabbia bianca, incorniciata da rupi frastagliate.
«Cammina lungo la spiaggia» aveva detto El’hedryn. «Quando verrà il momento, capirai di aver raggiunto la meta.»
Ancora dubitava di riuscire a trovare il talismano affidandosi alle indicazioni dell’elfo, tuttavia rivolse il viso al vento e cominciò a camminare. In fondo aveva dubitato persino di riuscire a superare il Mare Notturno e di trovare le Isole Perdute.
Ancora dubitava di riuscire a trovare il talismano affidandosi alle indicazioni dell’elfo, tuttavia rivolse il viso al vento e cominciò a camminare. In fondo aveva dubitato persino di riuscire a superare il Mare Notturno e di trovare le Isole Perdute.
Trascorse molto tempo prima che terminasse di percorrere l’intera spiaggia e giungesse alla punta, dove la sabbia lasciava il posto a una minacciosa scogliera di pietra scura. Lanciò uno sguardo indietro, verso il sentiero che sbucava ben visibile dal fitto intrico della foresta per assicurarsi di riuscire a ritrovare la strada, poi proseguì, avventurandosi cautamente sugli scogli. Il sole era caldo e non c’erano suoni, tranne i gabbiani, l’acqua e il vento.
La sua attenzione fu attratta da una fessura che si apriva nella parete di roccia, poco più in basso. Si calò nella rientranza e trovò la via sbarrata da una grata di ferro che aveva l’aria di essere lì da secoli. Afferrò la sbarra e tentò di rimuoverla. Niente da fare: era incassata profondamente nella pietra. Il giovane si avvicinò per guardare dentro e non vide altro che una caverna angusta timidamente illuminata da quei pochi raggi di sole che riuscivano a raggiungerne l’interno.
All’improvviso qualcosa in fondo alla grotta brillò. Incuriosito, Lamiroth afferrò le sbarre cercando di individuare la fonte dello scintillio. L’emozione gli spezzò il respiro mentre realizzava che i riflessi cangianti erano esattamente gli stessi che aveva visto nelle vasche dei sapienti.
“Ce l’ho fatta!”
Tentò nuovamente di rimuovere la grata, ma riuscì solo a graffiarsi le mani. Deciso a non mollare, s’inginocchiò, ripulendo il pavimento intorno al punto in cui le sbarre erano infisse nel terreno. Estrasse il coltello che portava fissato alla coscia e iniziò a grattare la pietra.
Quasi non si accorse che il sole aveva cominciato a declinare, accingendosi a tuffarsi lentamente nel mare. Aveva le mani scorticate a sangue, ma dopo l’ennesimo tentativo, finalmente la grata si mosse, premiando i suoi sforzi. Stridendo e raschiando contro la pietra, l’inferriata scivolò fuori dalla sua sede. Lamiroth la gettò di lato, facendola rimbalzare sul pavimento con un sordo suono metallico.
Cautamente, avanzò verso il talismano, adagiato nella cavità di una roccia.
Le sfumature di colore che si riflettevano cangianti sulle pareti della grotta gli ricordarono un arcobaleno. Sfiorò l’oggetto con la punta delle dita. Era freddo, al tatto, e liscio come il marmo.
«Sembra proprio un uovo» mormorò, prendendolo delicatamente tra le mani e sollevandolo, constatando con sorpresa quanto fosse leggero.
Fu un istante. Qualcosa esplose nella sua testa, mentre ogni fibra del suo corpo parve accendersi di fuoco.
La creatura all’interno dell’uovo, la sua essenza, parve fondersi con la sua anima.
Stordito, riuscì a poggiare di nuovo l’oggetto sulla roccia e indietreggiò, cadde sul pavimento e giacque ansimando.
Nulla nella sua vita l’aveva mai preparato a quell’esperienza. Ciò che aveva scorto per un breve momento andava al di là di ogni conoscenza. Incredulo, posò di nuovo lo sguardo sul talismano. Gli Antichi l’avevano nascosta per secoli e ora lui poteva vederla con chiarezza: tutta l’essenza del suo cuore immortale era contenuto in quel guscio multicolore. Il talismano destinato a salvare il mondo non era un oggetto.
“Una fenice…” Lamiroth sentì le lacrime salirgli agli occhi, sentendosi piccolo e vulnerabile davanti a quella creatura leggendaria, fatta di fuoco e di luce. Ormai era sicuro che avrebbero potuto ricacciare indietro l’oscurità dilagante su Obscura Vastus.
Nulla nella sua vita l’aveva mai preparato a quell’esperienza. Ciò che aveva scorto per un breve momento andava al di là di ogni conoscenza. Incredulo, posò di nuovo lo sguardo sul talismano. Gli Antichi l’avevano nascosta per secoli e ora lui poteva vederla con chiarezza: tutta l’essenza del suo cuore immortale era contenuto in quel guscio multicolore. Il talismano destinato a salvare il mondo non era un oggetto.
“Una fenice…” Lamiroth sentì le lacrime salirgli agli occhi, sentendosi piccolo e vulnerabile davanti a quella creatura leggendaria, fatta di fuoco e di luce. Ormai era sicuro che avrebbero potuto ricacciare indietro l’oscurità dilagante su Obscura Vastus.
Con uno sforzo enorme, si rialzò, si tolse la camicia e l’avvolse intorno all’uovo.
«Andiamo» disse piano. «La Veela ci aspetta.»
Con il talismano stretto al petto uscì dalla grotta, avviandosi deciso verso il sentiero che lo avrebbe riportato alla nave.
Il mondo, adesso, aveva una speranza.
lunedì 17 ottobre 2011
Fantasticamente
Sono a casa con una fastidiosissima influenza che non vuole saperne di andarsene, così ne approfitto per scrivere due righe sul magnifico appuntamento a cui ho partecipato sabato scorso. Purtroppo, la festa è stata rovinata dalle notizie che arrivavano dalla piazza dove i manifestanti convenuti a Roma esprimevano il loro disagio in modi diversi, chi più chi meno (MOLTO meno) civilmente.
Chi è potuto intervenire, ha avuto un pomeriggio intenso, ricco di citazioni, interventi illustri, interessanti riflessioni e incredibili rappresentazioni pratiche di cosa è il "fantastico".
La pazza idea di riunire tre donne, diverse per stile letterario, modo di porsi, età anagrafica, ma accomunate da un'unica, irresistibile passione per tutto ciò che è fantastico si è realizzata come meglio non avrebbe potuto.
Tre autrici, con i loro testi, ma soprattutto con la voglia di gridare al mondo quanto è bello sognare, comunicare attraverso il fantastico in una realtà che spesso è più incredibile della fantasia: ne è venuto fuori un interessante dibattito sulla letteratura fantastica e i suoi autori "guru", con le motivazioni che hanno spinto le autrici a scegliere certi scrittori piuttosto che altri, con la spiegazione di come e quanto essi abbiano influenzato la loro scrittura.
Presentazione dei testi, reading di brani, brevi interviste incrociate, il tutto condito dalla partecipazione di un pubblico piccolo, ma interessato.
Le "chicche" sono stati i due interventi di Paolo di Orazio e Roberto Carlo Deri, che ancora ringrazio per gli interessantissimi spunti di riflessione offerti sulla letteratura c.d. "di genere".
Magnifico l'intervento dei giocatori di ruolo, membri dell'Associazione Le Quattro Torri, che hanno dato una dimostrazione pratica e coinvolgente di cosa significa "giocare una partita" in un GdR.
Visto che ci sono, vorrei ringraziare Antonella e la sua Libreria, che con tanto entusiasmo propongono al pubblico dei lettori iniziative come questa, dando a noi autori la possibilità di "scendere in campo". Grazie anche a Giuseppe Fontana che ha messo nero su bianco l'idea di Fantasticamente con una locandina magnifica ed evocativa.
Infine (ma in realtà, prima di ogni cosa), voglio dire grazie a Filomena Cecere ed Emanuela Valentini che hanno accettato di far parte di questa performance con i loro testi bellissimi (già sapete che ho adorato Il cuore di Lola; ora sono avvinta dall'uso magico della parola fatto ne Le streghe della palude) e con le loro dirompenti personalità. Trovo che l'esperimento sia perfettamente riuscito!
Un grazie anche a Fabio, che ha ripreso alcuni momenti salienti dell'evento, e a Nunzio che con le musiche da lui scelte ci ha permesso di creare l'atmosfera giusta.
Spero che si possa ripetere, è stata un'esperienza bellissima!
Chi è potuto intervenire, ha avuto un pomeriggio intenso, ricco di citazioni, interventi illustri, interessanti riflessioni e incredibili rappresentazioni pratiche di cosa è il "fantastico".
La pazza idea di riunire tre donne, diverse per stile letterario, modo di porsi, età anagrafica, ma accomunate da un'unica, irresistibile passione per tutto ciò che è fantastico si è realizzata come meglio non avrebbe potuto.
Tre autrici, con i loro testi, ma soprattutto con la voglia di gridare al mondo quanto è bello sognare, comunicare attraverso il fantastico in una realtà che spesso è più incredibile della fantasia: ne è venuto fuori un interessante dibattito sulla letteratura fantastica e i suoi autori "guru", con le motivazioni che hanno spinto le autrici a scegliere certi scrittori piuttosto che altri, con la spiegazione di come e quanto essi abbiano influenzato la loro scrittura.
Presentazione dei testi, reading di brani, brevi interviste incrociate, il tutto condito dalla partecipazione di un pubblico piccolo, ma interessato.
Le "chicche" sono stati i due interventi di Paolo di Orazio e Roberto Carlo Deri, che ancora ringrazio per gli interessantissimi spunti di riflessione offerti sulla letteratura c.d. "di genere".
Magnifico l'intervento dei giocatori di ruolo, membri dell'Associazione Le Quattro Torri, che hanno dato una dimostrazione pratica e coinvolgente di cosa significa "giocare una partita" in un GdR.
Visto che ci sono, vorrei ringraziare Antonella e la sua Libreria, che con tanto entusiasmo propongono al pubblico dei lettori iniziative come questa, dando a noi autori la possibilità di "scendere in campo". Grazie anche a Giuseppe Fontana che ha messo nero su bianco l'idea di Fantasticamente con una locandina magnifica ed evocativa.
Infine (ma in realtà, prima di ogni cosa), voglio dire grazie a Filomena Cecere ed Emanuela Valentini che hanno accettato di far parte di questa performance con i loro testi bellissimi (già sapete che ho adorato Il cuore di Lola; ora sono avvinta dall'uso magico della parola fatto ne Le streghe della palude) e con le loro dirompenti personalità. Trovo che l'esperimento sia perfettamente riuscito!
Un grazie anche a Fabio, che ha ripreso alcuni momenti salienti dell'evento, e a Nunzio che con le musiche da lui scelte ci ha permesso di creare l'atmosfera giusta.
Spero che si possa ripetere, è stata un'esperienza bellissima!
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domenica 16 ottobre 2011
Infinita fantasia
Cosa accadrebbe se veniste trascinati all'interno di una storia in cui solo voi potete salvare il mondo?
Cliccare sulla copertina per entrare nel magico mondo di Fantàsia!
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giovedì 13 ottobre 2011
Il mare delle illusioni
Oggi vi propongo un mio racconto già pubblicato sul web un paio di anni fa, nell'ambito dell'iniziativa Leggende, storie e mondi incrociati, ideata e curata dal giovane scrittore Alfonso Zarbo. L'iniziativa letteraria e artistica, lanciata al termine del 2009 grazie al social network Facebook, si preponeva di riunire scrittori, illustratori e appassionati di Fantasy in un progetto volto alla diffusione e allo sviluppo del genere. L’obiettivo era quello di creare separatamente una serie di racconti o di romanzi autonomi, mettendo però in gioco alcuni elementi che consentissero di fare citazioni incrociate tra le rispettive opere. Non nascondo che da questa storia ho pensato di tirare fuori un romanzo. Chissà, forse lo farò! Nel frattempo, mi affido alla vostra lettura e spero che vi piaccia.
IL MARE DELLE ILLUSIONI
La Veela era una nave piccola, dalla chiglia leggera e veloce. Aveva vele triangolari bianche e oro, intessute con la magia degli Antichi, perfette per solcare le acque insidiose del Mare Notturno.
Era una notte bellissima. Immobile sul ponte superiore, Lamiroth scrutava l’orizzonte. Le acque erano quiete e riflettevano la luna, ma il giovane non si lasciò ingannare. Conosceva la furia di cui il Mare Notturno era capace. Era cresciuto sulle spiagge dorate del Regno Sabbioso, lambite dalle acque scure di quell’oceano insidioso e ne conosceva tutti i segreti. Alle volte, una calma irreale avvolgeva la superficie cobalto, poi, improvvisamente, il mare poteva risvegliarsi dal nulla e travolgere impetuoso ogni cosa. Rifletté sui motivi che lo avevano spinto ad affrontare quel viaggio, alla ricerca di qualcosa che il mondo dava per disperso da centinaia di anni.
“Le Isole Perdute…” Un minuscolo arcipelago nel cuore più profondo del Mare Notturno, formato da isole ricoperte di fiori, che le leggende volevano scaraventate giù dai cieli da un dio distratto. Si diceva che fossero protette da tempeste magiche per celare il segreto degli Antichi, a caccia del quale lui era partito. Il destino della terra in cui era nato dipendeva, infatti, da ciò che avrebbe trovato nelle Isole Perdute: un antichissimo talismano di pace, che avrebbe protetto il Regno Sabbioso dall’ombra nera che si stava propagando sul mondo.
«Figlio mio» La voce di sua madre era vibrante e melodiosa, come un canto. Gli aveva parlato guardando oltre il Mare Notturno, oltre gli Arcipelaghi del Vento, verso le leggendarie Terre di Euwigenn. «Non temere questo viaggio.» Nel silenzio della notte, Lamiroth aveva guardato anche lui l’orizzonte. «Nelle tue vene scorre il sangue degli Antichi, perciò nessuna creatura su questa terra potrà farti mai del male.». Gli aveva sfiorato il viso con una lieve carezza. «Parti e raggiungi le Isole Perdute. Là si compirà il tuo destino: trova ciò che cerchi e torna a noi più forte e portando la pace.».
Lamiroth l’aveva stretta forte al petto, e aveva promesso: «Tornerò, madre.», mentre la speranza e la gioia del prossimo viaggio gli riempivano il cuore. Il giorno dopo era partito.
I passi del capitano della Veela, Gareth di Costa Alta, che si avvicinavano alle sue spalle lo riportarono al presente. L’uomo sembrava assorto a studiare una mappa alla luce tremolante di una lanterna.
«Qualche idea su come raggiungere le isole interne?» chiese.
Lamiroth smise di osservare le stelle e si volse a guardarlo: «No.».
Scambiarono una lunga occhiata silenziosa, poi Gareth tornò a fissare rigidamente la mappa: «Perfetto.» borbottò. «Dunque, come ci arriviamo?» Il ragazzo indicò una stella luminosa al centro della notte, l’unica traccia che le antiche carte geografiche sul Mare Notturno dicevano di seguire. «Benissimo.» disse il capitano, stringendosi nelle spalle. «Sei tu che paghi questo viaggio, è giusto che decida tu la via da percorrere.». Tornò al comando. «Seguiremo la rotta del cielo!» Diede una vigorosa botta al timone e la Veela si trovò a fendere le onde scure, virando in direzione della stella.
Seguendo costantemente la stella durante la notte, la Veela si trovò qualche giorno dopo a navigare sulle onde illuminate dal sole del primo mattino. L’acqua luccicava di infiniti riflessi. Improvvisamente, calò una nebbia fitta e densa… tutto divenne irreale. Anche il vento sparì, e un pesante silenzio avvolse ogni cosa. Il mare si fece più scuro, tingendosi d’inchiostro, e s’increspò. Lamiroth pensò che non gli era mai parso così profondo e si accorse di tremare per il freddo. Quando alzò gli occhi, un’ombra di preoccupazione gli attraversò il viso. Da quel poco che riusciva a scorgere attraverso la nebbia, si rese conto che stavano navigando lungo un canale strettissimo, incuneato tra due enormi, minacciose catene di pinnacoli rocciosi. Il mare era quasi nero. Lamiroth ricordò di aver sentito dire che rocce alte e aguzze proteggevano le Sacre Porte di Granito, oltre le quali le mappe indicavano l’Arcipelago delle Isole Perdute, cuore oscuro e dimenticato del Mare Notturno. Il ricordo di quei territori, antico come il mondo, si perdeva nella notte dei tempi. E davanti a lui le rocce spuntavano tra le onde, improvvise e affilate come spade, scure e fredde.
«Solo il più folle tra i marinai condurrebbe la sua nave attraverso questi luoghi…» mormorò un uomo al suo fianco, in un tono tra l’orrore e il rispetto.
La voce sonora di Gareth risuonò nella foschia: «Ammainate la vela!»
La vela maestra cominciò lentamente a calare, mentre la nave continuava a inoltrarsi nella strettoia. Un’ombra cupa si allungò sul ponte, via via che proseguivano la lenta avanzata sotto le rupi in mortale agguato, mentre un silenzio quasi spettrale calava sull’equipaggio.
«Teniamo dritta la nave e cerchiamo di evitare le rocce.» ordinò Gareth. L’uomo al suo fianco annuì senza parlare.
Un avvertimento improvviso venne dalla coffa: «Scogli! A dritta!»
Gareth mollò il timone, facendo cenno a Lamiroth di prendere il suo posto. Il ragazzo non si fece ripetere l’ordine e afferrò prontamente la barra, mentre il capitano si sporgeva a sbirciare nella nebbia. D’un tratto, l’uomo indicò qualcosa davanti a loro: sommerso in parte dalle acque scure, spuntava il relitto di un veliero. Dalla nebbia, come muti fantasmi, emersero tutt’intorno navi distrutte. Sbigottiti e silenziosi, gli uomini della Veela fissavano gli scafi conficcati sulla punta aguzza delle lame rocciose. Poi, Lamiroth cominciò a percepirlo: un suono sottile, simile a una voce umana, acuto e melodioso, cui si unirono altre voci, che diventavano sempre più forti.
«Dannazione…» mormorò Gareth.
«Che accidenti succede?» chiese Lamiroth, agghiacciato fino al midollo.
«Shhhh…» Un nuovo brivido percorse la schiena di Lamiroth quando lanciò una rapida occhiata ai compagni. Improvvisamente sembravano come pietrificati e avevano lo sguardo perso nel vuoto. Il ragazzo tornò a scrutare nella nebbia, e poi le vide. Sotto la superficie del mare sgusciavano strane forme liquide dai mille colori, scivolando pian piano nell’acqua e accarezzando il legno dei relitti rimasti alle spalle della Veela, dirette verso la nave.
“Sirene.” Il pensiero si fece largo nella mente confusa di Lamiroth. Creature risorte dalle antiche leggende… nemmeno i Draghi nascosti nelle rigogliose Terre di Euwigenn avevano fama di essere crudeli come le Sirene del Mare Notturno. Il suono, così simile a un canto femminile, si faceva sempre più forte e ammaliante. Le creature nuotavano agilmente sotto il pelo dell’acqua, stringendo la Veela in un agguato concentrico. Modularono il loro ipnotico canto e, quando furono vicinissime alla nave, emersero. Erano bellissime… e al tempo stesso orribili. Avevano lunghe chiome dai mille colori che fluttuavano intorno a loro esaltandone la bellezza stregata, occhi dorati e una voce vibrante, che andava dritta al cuore. Lamiroth, principe del Regno Sabbioso, erede degli Antichi, era l’unica persona al mondo che poteva resistere al fascino mortale delle Sirene. Sua madre aveva ragione.
All’improvviso lo scafo della nave urtò contro uno scoglio e Lamiroth cadde sul ponte, sbalzato ad alcuni metri di distanza, mentre la Veela affrontava una serie di rapide e gorghi. Tutti gli uomini, tranne lui, avevano abbandonato le loro postazioni e vagavano sul ponte, totalmente incantati dal canto enigmatico delle Sirene. Senza perdere altro tempo a chiedersi perché soltanto lui su quella nave fosse immune all’insidia di quelle voci, Lamiroth alzò gli occhi. La Veela puntava dritta verso la sporgenza di uno scoglio, che strisciò pochi istanti dopo producendo un tremendo scricchiolio e subendo uno scossone. Il ragazzo afferrò la ruota del timone e con un enorme sforzo riuscì a far virare la nave, evitando una nuova rapida. Come un’onda, le Sirene emergevano davanti alla prua della nave, belle e seducenti, cantando con voci magiche e invitando l’equipaggio a raggiungerle. Tendevano verso la Veela le braccia opalescenti, chiamando gli uomini alle gelide profondità dell’oceano. Lamiroth agì d’impulso: virò con tutte le sue forze e mandò i compagni lunghi distesi sul ponte, impedendo loro di gettarsi in acqua. Infuriate, le creature stridettero e si rituffarono sott’acqua in un turbinio scintillante di colori, urlanti di rabbia e frustrazione. La nebbia si era diradata e ormai Lamiroth era pienamente cosciente dei pericoli che li circondavano. L’intero canale era disseminato di carcasse legnose, impietosamente illuminate dai raggi del sole e la Veela puntava verso un’alta montagna di rocce frastagliate, circondata da relitti. Di nuovo, girò bruscamente il timone. La nave s’impennò, superando gli scogli e atterrando con un tonfo assordante nel tranquillo specchio di mare che si trovava dall’altra parte.
Ancora annebbiati, gli uomini si rimisero in piedi.
«Che cosa è successo?» domandò stordito Gareth, portandosi una mano alla testa. Il capitano aveva la sensazione che lo avessero battuto come un tamburo. Con sguardo interrogativo fissò Lamiroth, fermo al timone, poi si guardò intorno: alle spalle della Veela, le Sacre Porte di Granito si stagliavano contro il cielo azzurro, percosse dalle onde scure del Mare Notturno. Davanti, immerse in un mare blu calmo e accogliente, scaldate dai raggi dorati del sole, tante piccole isole, rigogliose e ricoperte di fiori colorati. Il mare lambiva spiagge candide, mentre sulle sue acque si alzavano in volo migliaia di uccelli variopinti. Sotto la chiglia, un numero infinito di pesci nuotava in un brulicare multicolore.
«Dove siamo?» sussurrò Lamiroth, incantato da quello spettacolo.
Gareth rispose con voce incrinata dall’emozione: «Le Isole Perdute. Il tuo viaggio è compiuto, ragazzo.»
Ci fu un lungo silenzio, mentre il principe del Regno Sabbioso contemplava il paesaggio incontaminato da secoli. Finalmente un sorriso illuminò il suo volto: «Ti sbagli, capitano. Questo è soltanto l’inizio.»
martedì 11 ottobre 2011
Presentazione evento 15/10/2011
Sabato 15 Ottobre dalle 17,30 chiunque si trovi a Roma è invitato a trascorrere un pomeriggio dedicato al mondo del fantastico. Ospiti di Antonella e della sua magnifica Libreria Caffetteria: Emanuela Valentini autrice de . "Il Cuore di Lola" Molly Greenhouse autrice di :"Cuore di Drago" Filomena Cecere autrice di : "Streghe della Palude" Merenda letteraria con musica , letture di brani dei testi, confronto e curiosità di un mondo...fantastico! Ingresso Libero.
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sabato 8 ottobre 2011
Il grande inverno
In attesa del nuovo volume della saga, ecco la recensione che ho scritto sul secondo episodio di ASOIAF che potrete leggere, come al solito, cliccando sulla copertina.
martedì 4 ottobre 2011
Fantasy ... perché?
Una delle domande che mi vengono poste più di frequente riguarda la mia scelta di scrivere fantasy.
Mi piace condividere con voi che passate dal mio blog i motivi che mi fanno preferire mondi incantati alla realtà quotidiana.
Faccio una piccola premessa. Nel corso del tempo, la letteratura fantastica ha sempre avuto una collocazione precisa, riconosciuta come genere (magari popolare) ma con una sua dignità. Dai poemi epici ai romanzi cavallereschi, dalle fiabe ai racconti gotici, l'elemento fantastico si è sempre meritato un certo rispetto finché, a un certo punto, è accaduto qualcosa.
Il genere fantastico è divenuto a un tratto letteratura di seconda mano, una specie di "anomalia" letteraria, riservata a pochi stravaganti scrittori e a lettori eccentrici, ignorata dalla critica "colta" e confinata (spesso in modo del tutto incomprensibile) nel reparto "ragazzi" delle librerie.
"Scrivi fantasy? Ah, brava però non mi piacciono i libri per bambini."
Attenzione a non generalizzare. Io credo la letteratura di genere (tutta, compresi i gialli e la letteratura rosa) possegga una forza e una vitalità che non si possono (né si devono) sottovalutare e questo mi appare particolarmente evidente nel caso della narrativa fantastica.
Siamo costretti a indicare con un termine straniero questo tipo di narrativa perché da noi non esiste una vera e propria tradizione di questo genere letterario, eppure il pubblico di lettori italiani che lo seguono è esigente e numeroso.Ovviamente il genere è così vasto che ha prodotto anche cose mediocri, ma questa affermazione è vera per qualsiasi tipo di letteratura, recente e lontana.
Io leggo di tutto, da sempre. Ma quando ho incontrato il fantasy sono rimasta letteralmente folgorata, tanto che quando ho "rispolverato" le mie velleità artistiche ho scelto di scrivere questo genere perché è quello in cui più (e meglio) mi riconosco. E credo che nessuno mi possa contraddire se affermo che un Tolkien o un Martin non sono inferiori a nessuno scrittore di narrativa "tradizionale".
C'è una frase di un prolifico (ma quasi sconosciuto in Italia) scrittore di narrativa fantastica, uno dei padri fondatori del genere fantastico moderno, Lord Dunsay, che riassume in poche parole il motivo per cui io amo leggere (e scrivere) questo genere: "Non scrivo mai di cose che ho visto - cento altri lo possono fare - ma solo di cose che ho sognato."
Cosa ne pensate, o miei lettori? Perché, secondo voi, il fantasy è considerato un genere "minore"? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in proposito.
mercoledì 28 settembre 2011
NO GRAZIE!!!
Tra mille impegni di lavoro e non che in questi giorni mi tengono lontano dal blog,
voglio comunque lanciare il mio grido, unendomi a tutti coloro che amano leggere.
domenica 25 settembre 2011
Non sono sparita
Cari amici del web, scusate la latitanza, ma ho avuto delle settimane un po' intense. Prometto che tra qualche giorno tornerò a postare con più frequenza. Buonanotte mondo!!!
giovedì 15 settembre 2011
Pensiero
"Non importa chi fosse mio padre; importa ciò che mi ricordo che fosse." Anne Sexton (1928-1974), scrittrice e poetessa statunitense.
Oggi non ho recensioni per voi, amici del web, ma un pensiero che dedico ai miei genitori.
Mi mancano, moltissimo, e mi dispiace di non averli mai potuti ringraziare per avermi permesso di essere la donna che oggi sono, per avermi dato la forza di affrontare qualsiasi cosa, per avermi insegnato a inseguire i miei sogni.
Oggi non ho recensioni per voi, amici del web, ma un pensiero che dedico ai miei genitori.
Mi mancano, moltissimo, e mi dispiace di non averli mai potuti ringraziare per avermi permesso di essere la donna che oggi sono, per avermi dato la forza di affrontare qualsiasi cosa, per avermi insegnato a inseguire i miei sogni.
sabato 10 settembre 2011
Il cuore di Lola batte forte...
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giovedì 8 settembre 2011
Editoria, una riflessione
Quanto è difficile per un autore sconosciuto trovare un editore?
In Italia, è DIFFICILISSIMO. Se cliccate sulla foto, sarete reindirizzati ad un articolo che invita ad alcune riflessioni, esaminando con lucidità la situazione editoriale italiana.
Il post è di Emanuela Valentini.
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mercoledì 7 settembre 2011
Prologo
Oggi voglio postarvi il Prologo del mio romanzo. Ogni tanto, un po' di "auto-promozione" ci vuole, specie se aiuta a occupare dei momenti personali un po' difficili. Quindi, in vista degli eventi in programmazione per i prossimi mesi, vi presento un'anteprima di Cuore di Drago.
by Molly Greenhouse, Cuore di Drago, Runde Taarn, 2009
"Ci fu un tempo in cui i draghi dominavano il mondo.
Solcavano il cielo con maestose ali spiegate, sfavillanti di mille colori.
La loro saggezza era grande e antica.
Un giorno, guardando in basso, videro gli uomini, piccoli esseri dalla vita misera e breve.
Anche gli uomini videro i draghi e provarono invidia per la loro bellezza, la saggezza infinita e la loro vita secolare.
Cominciarono a cacciarli e ucciderli, per carpire i loro segreti, finché non ne rimase che uno solo.
Infine, anche l’ultimo drago fu fatto prigioniero, ma anziché ucciderlo, gli uomini rinchiusero la sua anima nel metallo e lo imprigionarono per sempre in una spada.
La lama aveva un grande potere, ma il Drago non conosceva il bene o il male. La sua potenza era governata e indirizzata dall’uomo che volta per volta riusciva a dimostrarsi degno di impugnarla.
Ci furono molti Prescelti nel corso del tempo e con loro il mondo conobbe periodi di pace ma anche momenti bui. Quando il Prescelto si lasciava travolgere dalla potenza della Spada, la sua follia devastava e distruggeva.
Ci furono anche dei momenti in cui la Spada non riteneva nessuno degno di impugnarla.
Durante quei periodi Cuore di Drago sceglieva un Custode, che potesse vegliarla durante il suo riposo e fino all’arrivo del nuovo Prescelto.
Nacquero canzoni e leggende sulla Spada, ma una sola fu la Profezia che venne tramandata per iscritto.
Giunse un tempo in cui il Custode di turno ritenne più saggio separare la Spada dalla sua anima.
Così Cuore di Drago fu divisa in tre parti: conoscenza, spirito e materia.
La sapienza del Drago venne rinchiusa nel suo prezioso fodero e affidata a un mago potente. La sua anima fu trasferita in un rubino che era incastonato nell’elsa e consegnata a un cavaliere coraggioso. Il simulacro, vivo, ma senza anima, fu lasciato in mano al Custode.
I doni furono tramandati di generazione in generazione, in attesa del Prescelto che potesse riunirli.
I Guardiani dei doni non si conoscevano tra loro e le parti singole, pur possedendo un’enorme magia, non bastavano per raggiungere la piena forza del Drago.
Solo chi avesse saputo riunirle avrebbe conquistato il possesso della Spada e avrebbe potuto utilizzarla per trasferire agli uomini la sua immensa sapienza.
Cuore di Drago scomparve per molti anni.
Come sempre, arrivò il tempo in cui qualcuno avrebbe udito di nuovo il suo richiamo.
Gli uomini non avevano dimenticato il Drago e presto avrebbero ricominciato a cercarlo."
by Molly Greenhouse, Cuore di Drago, Runde Taarn, 2009
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martedì 6 settembre 2011
Ne avevo già parlato, qualche giorno fa. Ora vi invito a leggere l'articolo che affronta in modo più esteso l'argomento. Cliccate sull'immagine.
I'm legend
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Vai con le nuove proposte!
Questo giovane scrittore promette davvero molto bene. Leggete la recensione cliccando sulla copertina.
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giovedì 1 settembre 2011
Good or evil?
Da oggi decorre per il mondo del libro italiano la nuova legge che dovrebbe regolamentare il mercato editoriale in merito ai prezzi dei libri. Ci sono diversi punti di vista, a favore e contro questa legge. Ve ne fornisco due.
La prima è il punto di vista di un lettore.
La seconda è l'opinione di un editore.
(cliccate l'immagine)
Personalmente, da lettrice e frequentatrice di biblioteche, sono d'accordo con Anita. Soprattutto su quanto dice in merito agli e-book. C'è un enorme mercato da esplorare, commercialmente, in campo digitale: supporti, testi, software, una (probabile) gallina dalle uova d'oro. E la legge Levi capita a fagiolo, come suol dirsi.
E voi, amici lettori, cosa ne pensate? La "cultura" beneficerà di questo provvedimento, o saranno solo i (soliti) pochi a trarne un vantaggio? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.
Per il momento, mi schiero con Anita e condivido la sua tristezza.
mercoledì 31 agosto 2011
Sogno infernale lungo il Mississipi
E se i vampiri fossero davvero come la "tradizione" ci racconta? Esseri notturni, assetati di sangue, che si muovono furtivi nella notte alla ricerca di vittime, ben attenti a non farsi sfiorare dai raggi del sole.
Un battello avanza rapido lungo le acque infide del Mississipi, trasportando oscuri segreti...
Un'egregia prova di George R.R. Martin, che anticipa la colossale saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco che consacreranno lo scrittore come uno dei maggiori autori del genere fantasy.
Un clic sulla copertina vi indirizzerà alla pagina della mia recensione.
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domenica 28 agosto 2011
Leggi e... libera il tuo libro!
Potrete così condividere i vostri libri preferiti in una biblioteca mondiale... Trovo che sia una bella iniziativa!
Per quanto mi riguarda, ho messo in circolo il mio Cuore di Drago... perché non mi aiutate a fargli prendere il volo?
venerdì 26 agosto 2011
Non perdete la lettura di questa piccola, bellissima fiaba gotica. Cliccate sulla copertina e leggete la recensione.
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Due chiacchiere con...
Per la rubrica "Due chiacchiere con.." di SognandoLeggendo, ecco la mia intervista a Manuela Raffa.
Cliccate sulla copertina per entrare nei segreti del Mondo senza Nome.
giovedì 25 agosto 2011
Libri in vendita
Clicca sulla pila di volumi, sarai indirizzato alla pagina in cui sono elencati i titoli che sto mettendo in vendita causa rischio crollo librerie...
Se ti interessa qualche libro, contattami. E torna a visitare il link per verificare gli aggiornamenti.
sabato 20 agosto 2011
Cuore di drago
Recensione bookavenue.it
Recensione lib(e)ro libro
Grazie, Emanuela!
Cliccare sulle copertine per essere indirizzati sulle pagine!
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giovedì 11 agosto 2011
Eroe per caso
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Vita da mezz'elfo
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martedì 9 agosto 2011
Piccole case editrici crescono
Questa non è una recensione, ma una considerazione sul mondo delle piccole case editrici. Clicca sull'immagine.
Precisazione
Voglio ricordare che nei miei post è sufficiente cliccare sulle copertine dei libri per essere reindirizzati alla pagina con l'articolo o la recensione.
Arretrati...
Oggi cercherò di mettere in pari l'arretrato ... ho scritto un po' di recensioni in questo periodo, ma non ho aggiornato il blog ... Devo diventare più assidua!
martedì 7 giugno 2011
Una giornata ... fantastica!
lunedì 30 maggio 2011
sabato 23 aprile 2011
E per chi ancora non avesse letto il mio libro, cliccando sulla copertina si potrà leggere la recensione pubblicata pochi giorni fa su http://www.sognandoleggendo.net/
11/3 CIME TEMPESTOSE di Emily Brontë
AUTORE Nata nel 1818 in Inghilterra, alla morte della madre fu mandata in orfanotrofio, dove trascorse l’infanzia. Si ammalò di tubercolosi e, uscita dall’Istituto, trascorse una vita semplice e priva di eventi (a parte un viaggio in Belgio, 1842) nella campagna inglese. Pubblicò con le sorelle una raccolta di poesie e poi il suo unico romanzo, Cime tempestose. Morì nel 1848.
TRAMA Il romanzo ha una struttura “a cornice”: mr. Lockwood, ospite di Cime tempestose sente la presenza del fantasma di Catherine e la cameriera gli racconta così la tragica storia d’amore tra Catherine e Heathcliff, segnata da passione e vendetta. Tra le selvagge brughiere in cui sorge Cime tempestose si consuma la passione tra due anime tormentate, destinate a odiarsi e amarsi per l’eternità nell’immaginario collettivo dei lettori.
CITAZIONE “A che scopo sarei stata creata se fossi interamente contenuta in me stessa? Le mie grandi pene in questo mondo sono state le pene di Hethcliff, e io le ho conosciute e le ho sentite tutte una a una dal principio; la sola ragione di vivere per me è lui. Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei a esistere: e, se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l’universo si cambierebbe per me in un’immensa cosa estranea; non mi parrebbe più di essere una parte di esso.[…] Nelly, io sono Heathcliff!”
DETTAGLI LIBRO
Titolo Cime tempestose. Ediz. integrale
Autore Brontë Emily
Prezzo € 6,00
Dati 2010, 320 p., brossura
Traduttore Bianchi Oddera M.
Editore Newton Compton (collana Grandi tascabili economici)
RECENSIONE Questo è uno dei più bei libri che abbia mai letto. Un romanzo a metà tra il gotico e il sentimentale, due tra i generi preferiti dal pubblico del periodo in cui visse l’Autrice, che proprio per il fatto di fondere i due generi non fu accolto con entusiasmo dai lettori. Una storia inquietante, violenta e passionale, in cui le figure si muovono sullo sfondo in una cupa e desolata brughiera, ambientazione perfetta per esaltare sentimenti così estremi.
La Brontë ha una scrittura molto personale, insolita per una donna dell’epoca, in cui fonde un’aspra quotidianità con una cupa inquietudine emotiva, facendo muovere i suoi personaggi all’interno di un’efficace struttura narrativa.
Il mio personaggio preferito è (banalmente, forse, ma il suo fascino è irresistibile) Heathcliff. La sua disperata infelicità di fondo, la sua passione distruttiva, l’irrefrenabile desiderio di vendetta ne fanno un eroe dark a tutti gli effetti, moderno e tormentato. L’iniziale antipatia che si prova nei suoi confronti, data dal carattere spietato e vendicativo, si dissolverà man mano che la trama si svolge, facendo di Heathcliff uno degli eroi maledetti più indimenticabili della letteratura.
Da questo libro sono state tratte diverse versione cinematografiche e televisive.
TRAMA Il romanzo ha una struttura “a cornice”: mr. Lockwood, ospite di Cime tempestose sente la presenza del fantasma di Catherine e la cameriera gli racconta così la tragica storia d’amore tra Catherine e Heathcliff, segnata da passione e vendetta. Tra le selvagge brughiere in cui sorge Cime tempestose si consuma la passione tra due anime tormentate, destinate a odiarsi e amarsi per l’eternità nell’immaginario collettivo dei lettori.
CITAZIONE “A che scopo sarei stata creata se fossi interamente contenuta in me stessa? Le mie grandi pene in questo mondo sono state le pene di Hethcliff, e io le ho conosciute e le ho sentite tutte una a una dal principio; la sola ragione di vivere per me è lui. Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei a esistere: e, se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l’universo si cambierebbe per me in un’immensa cosa estranea; non mi parrebbe più di essere una parte di esso.[…] Nelly, io sono Heathcliff!”
DETTAGLI LIBRO
Titolo Cime tempestose. Ediz. integrale
Autore Brontë Emily
Prezzo € 6,00
Dati 2010, 320 p., brossura
Traduttore Bianchi Oddera M.
Editore Newton Compton (collana Grandi tascabili economici)
RECENSIONE Questo è uno dei più bei libri che abbia mai letto. Un romanzo a metà tra il gotico e il sentimentale, due tra i generi preferiti dal pubblico del periodo in cui visse l’Autrice, che proprio per il fatto di fondere i due generi non fu accolto con entusiasmo dai lettori. Una storia inquietante, violenta e passionale, in cui le figure si muovono sullo sfondo in una cupa e desolata brughiera, ambientazione perfetta per esaltare sentimenti così estremi.
La Brontë ha una scrittura molto personale, insolita per una donna dell’epoca, in cui fonde un’aspra quotidianità con una cupa inquietudine emotiva, facendo muovere i suoi personaggi all’interno di un’efficace struttura narrativa.
Il mio personaggio preferito è (banalmente, forse, ma il suo fascino è irresistibile) Heathcliff. La sua disperata infelicità di fondo, la sua passione distruttiva, l’irrefrenabile desiderio di vendetta ne fanno un eroe dark a tutti gli effetti, moderno e tormentato. L’iniziale antipatia che si prova nei suoi confronti, data dal carattere spietato e vendicativo, si dissolverà man mano che la trama si svolge, facendo di Heathcliff uno degli eroi maledetti più indimenticabili della letteratura.
Da questo libro sono state tratte diverse versione cinematografiche e televisive.
venerdì 15 aprile 2011
Magdeburg
Una saga che mi ha davvero colpita, ancora non so decidere se nel bene o nel male. Sorprendente. Clicca sull'immagine e potrai leggere la recensione.
mercoledì 6 aprile 2011
Atmosfere d'Oriente
sabato 2 aprile 2011
A dance with Dragons
Il Fantasma dell'Opera
Chi non è rimasto affascinato da questa storia? Bellissimo romanzo (cliccate sull'immagine per andare alla recensione) da cui sono state tratte numerose versioni, musicali e non. Fantastica quella di Joel Schumacher.
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